Il Paradigma

Il Paradigma - SOFIA
La moda, nella generalità del termine, comunica.
Questo comunicare si basa su una struttura ben definita, un vero e proprio sistema di segni che, proprio in virtù di questa definizione, può essere riferito ad un vero e proprio linguaggio.
Ferdinand De Saussure, nella seconda metà del 1800, aveva già individuato una distinzione tra la Lingua e il Linguaggio per approdare poi, alla concezione di “langue et parole” nella quale la filosofia del linguaggio, ma prima ancora, la linguistica stessa, avevano trovato una colonna portante per la costruzione delle proprie indagini su tale argomento.
Il linguaggio è l’insieme dei fenomeni di comunicazione e di espressioni che si manifestano nel mondo; la lingua risulta essere il modo concreto e storicamente determinato, in cui si manifesta la facoltà del linguaggio, la sua funzione principale è quella di permettere a due appartenenti alla stessa comunità linguistica di comprendersi attraverso uno scambio di informazioni detto, appunto, scambio comunicativo.
Prima di entrare, però, nel territorio della lingua, è bene esplorare alcune zone del territorio del linguaggio, attraverso i due concetti di langue e parole.
La langue è un concetto affiancabile al concetto di codice: un’istituzione sociale, coercitiva e trascendente l’individuo. Una dimensione presente a tutti i livelli linguistici (suoni, sillabe, frasi, cioè fonologia, lessico, sintassi, etc.) a cui tutti i parlanti di una lingua fanno riferimento, in maniera totalmente inconsapevole. È l’insieme di regole socialmente condiviso, che costituisce la forma della lingua, acquisibile passivamente ed esterna all’individuo.
La parole, invece, può essere intesa come il momento del parlare, l’atto fonatorio, attraverso cui il parlante padroneggia la langue. Un atto, dunque, individuale, creativo ed attivo, in qualche modo interno al parlante, comunque basato sull’insieme di regole, definito come la langue.
Le differenze tra langue e parole sono, quindi,  molteplici: mentre la langue è qualcosa di sociale, che si apprende passivamente, esterna al parlante e da esso stesso invariabile, la parole risulta essere un atto individuale, che, in quanto atto, si apprende nel momento dell’attività, è completamente assoggettata al parlante, quindi interna, e di conseguenza può essere modificata dal parlante.
Fatte queste premesse è chiaro che la moda, nel suo insieme, può essere vista e studiata come un vero e proprio linguaggio, l’insieme dei fenomeni di comunicazione e di espressione che si manifestano nel mondo, in questo caso nel mondo della moda.
I vari brand, le varie comunicazioni di moda, che variano dagli advertising, alle sfilate vere e proprie, al semplice abito, invece, sono riconducibili ad una lingua, cioè al modo concreto, e storicamente determinato, in cui si manifesta la facoltà del linguaggio-moda.

Il metodo Sofia è volto allo studio interpretativo delle varie e diversificate comunicazioni di moda, ossia alle determinate lingue della moda.
In vista di questo fine, è bene analizzare la lingua nel suo insieme.
La lingua è un sistema di segni, che si uniscono tra loro per formare altri segni più complessi: le parole.
Le parole, a loro volta, si legano tra loro, sulla base di un sistema di regole, la grammatica, per formare le frasi.
Elencati, brevemente, gli elementi costitutivi di una lingua, è opportuno analizzarla nelle sue strutture. Una frase può essere studiata da due punti di vista: il modo in cui esprime il pensiero, la sua forma fisica; in breve essa viene studiata, nel primo caso, con un approccio semantico, mentre nel secondo caso, con un approccio fonetico. È possibile, dunque, distinguere una struttura profonda da una struttura superficiale.
La prima è la struttura astratta sottostante, che determina l’interpretazione semantica della frase; la seconda è l’organizzazione superficiale di unità che determina l’interpretazione fonetica e che è in relazione con la forma fisica dell’enunciato effettivo. La struttura profonda, che esprime il significato,  è comune a tutte le lingue mentre le regole di trasformazione che convertono le strutture profonde in strutture superficiali cambiano di lingua in lingua.

Lingua e Linguaggio

Per studiare una lingua come un sistema di segni, si devono attuare tre tipi di analisi, necessarie ad esaminare le due strutture, definite pocanzi.

Analisi grammaticale-fonologica: individuazione degli elementi minimi che formano tali categorie sintattiche (tessuti, lavorazioni, colori,…): Significante.

Analisi logica: individuazione delle categorie presenti nel “testo” (giacca, pantalone,…) e identificazione della loro funzione sintattica: La funzione del segno.

Analisi semantica: individuazione del significato ottenuto dalla combinazione degli elementi precedentemente distinti, e contemporaneamente, studio delle regole soggiacenti a tali combinazioni: Significato.

Con i primi due punti, ci addentriamo nella struttura superficiale della lingua, mentre con il terzo tipo di analisi, ne catturiamo la struttura profonda.
E’ importante osservare che una frase, un testo, un abito sono costituiti da due tipologie di elementi:

Elementi nucleari: tutti quegli elementi che, da soli, formano un significato.
(soggetto + verbo o una maglia + un pantalone + un paio di scarpe).

Elementi circostanziali: tutti quegli elementi che contribuiscono a circoscrivere e ad arricchire il significato composto dagli elementi nucleari ( i complementi grammaticali o una sciarpa, un paio di guanti, un paio di occhiali...).

La nostra indagine mira ad un’intellettura filosofica di ogni stilista.
Il nostro metodo, quindi, non sarà quello di studiare elemento per elemento (nelle sue particolarità), ma sarà quello di considerare ogni stilista come una lingua.

La Struttura Superficiale
Il primo approccio alla frase, alla sua struttura superficiale avviene attraverso l’individuazione dei segni che la compongono. Una volta individuati tali elementi, il passo per addentrarsi nello studio della struttura superficiale della lingua è l’analisi grammaticale-fonologica. Tramite questa analisi è possibile scomporre, tali segni, nei propri elementi minimi, nelle proprie sillabe, in ciò che costituisce la forma del segno; mentre in linguistica si parla di lettere, sillabe e foni, nel mondo della moda si parla di tessuti, lavorazioni e colori, che formano ciò che viene definito il significante del segno.
Questa analisi si basa su una piccola struttura di regole.

Rapporto sintagmatico
Indagare il tipo di rapporto che intercorre tra le parti della frase all’interno della frase stessa.
Questa è la regola sottostante al riconoscimento dei diversi tipi di sintagma che abbiamo nella frase. Grazie a questo rapporto, inoltre possiamo rintracciare dove e come è stato possibile applicare la regola della concordanza.

Rapporto paradigmatico
Un altro indizio per l’individuazione del significato ci viene fornito dall’indagine sui rapporti paradigmatici.
Un rapporto paradigmatico è il rapporto che intercorre tra un segno e tutti gli altri segni esistenti in una data lingua, che possono ricoprire lo stesso ruolo del segno da cui siamo partiti.

Regola della concordanza
Il soggetto e il predicato devono essere concordi. Questo sembra essere quello che abbiamo appena detto: ci deve essere un accordo tra il segno di colui che compie l’azione, e l’azione stessa.
“Io siamo” fa storcere il naso, ma “io sono” non desta sospetti.
Ma non solo il soggetto e il predicato devono essere concordi, anche tutti i componenti del sintagma nominale, del sintagma verbale e del sintagma preposizionale (scritta-colore, tacco-scarpa, tasca-pantalone,…) devono essere concordi tra loro e con il tutto; non solo il soggetto con il predicato, ma anche l’articolo e il nome, l’aggettivo e la preposizione, e così via…

Regola della coordinazione
Questa regola permette di unire due elementi, legarli tra loro, e metterli sullo stesso piano.
Nell’esempio precedente questa regola è stata usata per la combinazione del colore e della scritta: i due elementi hanno la stessa valenza comunicativa, quindi possono essere coordinati insieme nello stesso indumento.

La moda è un linguaggio che cerca di superare se stesso ogni stagione; è importante, quindi, non solo vedere come e quando queste poche regole vengono rispettate, ma forse è ancora più pregnante trovare i modi con cui ogni stilista le infrange. Infatti ogni modo di infrangere una regola è particolare, se non unico, questo crea una nuova regola, che non è più del linguaggio “Moda”, ma della lingua dello stilista.

Subito dopo aver individuato il significante del segno, e subito prima di analizzarne il significato, ci si rapporta ad esso attraverso l’analisi logica, che è volta all’individuazione della funzione del segno all’interno del contesto frasario, nel quale è inserito, per classificare, tali segni, nell’insieme degli elementi nucleari o degli elementi circostanziali.
Questa classificazione è resa possibile grazie a ciò che si definisce la regola della subordinazione.
Grazie a questa regola è possibile legare due o più proposizioni-indumenti, attraverso una dipendenza gerarchica, permettendo, quindi, non solo di dividere gli elementi in elementi nucleari e elementi circostanziali, ma anche di individuare i vari sintagmi, i vari gruppi, che esistono all’interno del testo.
Un esempio banale può essere quello dell’accordo onnipresente tra le scarpa e la borsa. Non è difficile immaginare che l’indumento principale sia il paio di scarpe, mentre l’indumento secondario sia la borsa.

La struttura profonda
L’ultimo passo da compiere è quello dell’individuazione del significato, attraverso l’analisi semantica. Per quanto riguarda questo processo esistono diversi metodi di indagine.
Una metodologia abbastanza diffusa nella linguistica contemporanea è quello di studiare il significato come la sintesi di una serie di elementi.
In questo modo, il significato della parola “Donna” viene scomposto come segue: essere vivente della specie umana, di sesso femminile e di età adulta, cioè, come la somma di quattro elementi concettuali molto generali che formano i seguenti tratti semantici: essere vivente, umano, femmina, adulto. La definizione che la linguistica ci offre per tratto semantico è semplice: unità portatrice di significato.
Dallo studio della parola “Donna”, poi, si rende possibile lo studio di parole affini, come uomo, ragazzo, ragazza, attraverso uno schema simile a quello in figura.
Lingua e Linguaggio - SOFIA

Il metodo SOFIA

Il metodo SOFIA - SOFIA
Dopo aver trovato i legami tra il linguaggio, in senso linguistico, e il linguaggio della moda, è stato possibile creare il metodo, messo a punto da Valter Casini e AlessandraTelesca, che qui si vuole esporre, al quale è stato dato il nome di Sofia: Semantic Open Framework Interpretative Analysis.
Tale metodo vuole creare il primo spazio dove filosofia del linguaggio e analisi linguistica si incontrano.
Tale lavoro di interpretazione viene effettuato sulle varie comunicazioni di moda che ogni brand adotta per riferirsi al pubblico; della comunicazione, che dunque, viene analizzata come vera e propria lingua.

Tratti semantici e famiglie semantiche
Prima di giungere all’analisi, però, l’équipe di esperti addetta a tale processo, ha individuato una serie di tratti semantici che riuscissero a coprire il campo di significati nel quale la moda si trasforma continuamente, cercando, inoltre, di tenere presente il fatto che la tipologia di lingua  che qui si vuole analizzare, sia una lingua dinamica, che cambia molto più velocemente rispetto alle lingue parlate. Proprio per questa peculiarità difatti, il gruppo di tratti semantici rimane aperto ai nuovi cambiamenti e alle nuove tendenze, che via via si vengono a creare.
Di seguito vengono riportati solo gli 86 più importanti e più rappresentativi:

Accattivante, Animalier, Appariscente, Architettonico, Artificioso, Banale, Basic, Barocco, Biker, Castigato, Casual, Chic, Classico, Coloniale, Comodo, Conformista, Cool, Dandy, Dark, Dinamico, Divertente, Eccentrico, Eclettico, Elegante, Etnico, Fantasy, Fashion, Femminile, Formale, Free style, Fresco, Frivolo, Frizzante, Funky, Futurista, Geometrico, Giovanile, Glamour, Incisivo, Innovativo, Intellettuale, Irriverente, Kitsch, Manageriale, Mascolino, Militare, Navy, Negativo, Neutrale, Noioso, Orientale, Povero, Positivo, Provocante, Provocatorio, Pulito, Punk, Raffinato, Regale, Retrò, Revival, Ricco, Rigoroso, Romantico, Scabroso, Seducente, Selvaggio, Semplice, Sensuale, Serioso, Sexy, Snob, Sobrio, Sontuoso, Spiritoso, Sportivo, Surreale, Tecnologico, Tradizionale, Trasandato, Trashy, Trendy, Tribale, Urban, Vintage, Volgare.

Tali  tratti  sono stati successivamente raggruppati in 7 famiglie semantiche che - attraverso la loro intestazione e la loro rappresentazione grafica inserita in chiusura di ogni intellettura filosofica - cercano di sintetizzare il significato complessivo della comunicazione, risultato dell’analisi delle varie componenti della lingua.

Di seguito si riportano le 7 famiglie semantiche:

APPARENZA
Dinamico, divertente, eccentrico, fresco, frivolo, frizzante, giovanile, incisivo, militare, spiritoso, sportivo.
    
CREATIVITA’
Architettonico, biker, dandy, eclettico, etnico, fantasy, funky, futurista, geometrico, innovativo, orientale, punk, surreale, tecnologico, tribale.

PASSIONE
Accattivante, appariscente, artificioso, elegante, femminile, provocante, seducente, sensuale, sexy.

RICONOSCIBILITÀ
Banale, basic, classico, comodo, conformista, formale, mascolino, navy, neutrale, positivo, povero, pulito, semplice, serioso, sobrio, tradizionale.

SOFISTICAZIONE
Barocco, castigato, coloniale, intellettuale, raffinato, regale, retrò, ricco, rigoroso, romantico, snob, sontuoso.

STILE
Casual, chic, cool, fashion, free style, glamour, manageriale, revival, trash, trendy, urban, vintage.

TRASGRESSIONE
Animalier, dark, irriverente, kitsch, negativo, noioso, provocatorio, scabroso, selvaggio, trasandato, volgare.

Il punto da cui si è partiti per sviluppare questa metodologia è la volontà di creare un modo reale e scientifico per lo studio delle varie lingue. In virtù di questo, dunque, le varie lingue venivano studiate senza nessun riferimento contestuale, senza cioè, che gli esperti addetti all’analisi, avessero la possibilità di sapere a quale brand tale comunicazione facesse riferimento.
In questo modo gli elementi costituenti vengono analizzati decontestualizzandoli dal gusto personale o dalla storia che tale brand ha, ha avuto o sta avendo all’interno dell’universo della moda.

Le famiglie semantiche e i tratti sono in continua implementazione da parte del laborario MC&P.


Lo studio della comunicazione
Giunti davanti alle immagini che compongono la comunicazione da analizzare, gli esperti addetti a questo passaggio metodologico iniziano il proprio lavoro, scomponendo l’immagine, attraverso un’analisi grammaticale-fonologica prima, e un’analisi logica poi, nei propri elementi costitutivi, diversificando gli elementi nucleari dagli elementi circostanziali.
Da questa operazione è possibile, dunque,  elencare i tratti grammaticali, le parti, cioè, prive di significato che formano la struttura di superficie della lingua.
Un’operazione orizzontale che verrà, poi, integrata con un’operazione verticale; quest’ultima è ciò che, precedentemente, si era definita analisi semantica e cioè la valutazione di ogni tratto grammaticale con il tratto semantico che si sta momentaneamente analizzando.
In questo modo, con una scala valutativa che varia dallo 0 al 5, è stato possibile osservare quanto un determinato tratto grammaticale, e dunque un certo elemento, comunicasse o rappresentasse quella unità significativa, che si è definita tratto semantico.
Dopo aver analizzato tutti i tratti grammaticali si analizzava la comunicazione nel suo insieme, attraverso il calcolo aritmetico dei risultati della valutazione dei vari tratti semantici accostati ai vari tratti grammaticali.

Approdati qui, ci si trova dinanzi la sintesi numerica del significato della comunicazione in esame, la quale, grazie ad un lavoro di interpretazione filosofica, rende possibile tradurre tali risultati aritmetici in ciò che si è definito intellettura filosofica.
Un’interpretazione filosofica che si basa sulle concezioni di senso e significato di Frege, passando per la concezione di gioco linguistico di Wittgenstein, fino ad arrivare agli ultimi orizzonti nel quale si muove la filosofia del linguaggio contemporanea.

Sofia viene presentato per la prima volta nel luglio 2008 durante Alta Roma Alta Moda e dedicato a Yves Saint Laurent


 

Filosofia dei Linguaggi della Moda

Filosofia dei Linguaggi della Moda - SOFIA
L’applicazione sperimentale di Sofia è stata effettuata sui visual di 100 top brands del comparto moda: 40Weft, Alberta Ferretti, Alessandro dell’Acqua, Alviero Martini, Angelo Marani, Anna Molinari, Blugirl, Blumarine, AnnaRita N, Antonello Serio, Armani, A-Style, Avirex, Baldinini, Ballantyne, Belstaff, Bikkembergs, Blauer, Borbonese, Bottega Veneta, Braccialini, Burberry, Byblos, C’N’C’ Costume National, Calvin Klein, Carpisa, Celine, Cesare Paciotti, Chanel, Chloè, Clips, Coccinelle, Dolce & Gabbana, Dsquared2, Diesel, Ermanno Scervino, Escada, Etro, Everlast, Fendi, Fornarina, Frankie Morello, Furla, Gas, Gaudì, Gucci, Guess, Guru, Hogan, Hugo Boss, Iceberg, Jil Sander, Laltramoda, Le Full, Les Copains, Levi’s, Louis Vuitton, Mandarina Duck, Mariella Burani, Miss Sixty, Miu Miu, Prada, Moschino, Rare, Nolita, OXS, VicMatiè, Paola Frani, Paul Smith, Penny Black, Pianurastudio, Pinko, Playlife, Sisley, United Colors of Benetton, Pollini, Ralph Lauren, Replay, Richmond, Rifle, Roberta Scarpa, Roberto Cavalli, Roccobarocco, Roy Rogers, Salvatore Ferragamo, Sasch, Stefanel, Tod’s, Tommy Hilfiger, Trussardi, Valentino, Versace, Yamamay, Yves Saint Laurent.

Il rapporto di applicazione è stato pubblicato in un volume di 800 pagine dal titolo “Filosofia dei Linguaggi della Moda” da Casini Editore.

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